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LA FEBBRE



 
 
 

QUALE E’ LA TEMPERATURA CORPOREA NORMALE?

La temperatura corporea normale misurata sotto braccio (esterna o ascellare) varia dai 36,5 ai 37,2° C.
La temperatura misurata nel retto ( o interna) è più alta di 0.5° C circa.
Pertanto quando si misura  la temperatura nel retto (misurazione particolarmente indicata per i lattanti e per i bambini piccoli) va tolto mezzo grado per avere l’equivalente della temperatura esterna.

Per misurare la temperatura corporea del bambino è necessario un termometro appropriato.
Vi sono 4 tipi di termometro:

QUANDO C’È FEBBRE?

Quando la temperatura esterna (attenzione: in futuro mi riferirò sempre a questa) supera di 1° C quella considerata normale. Quindi sopra i 37.5- 38° C. (prima si parla di febbricola).
ATTENZIONE: in un lattante sotto i 3 mesi anche una febbricola (quindi anche intorno a 37,1-37,2) può essere segno di malattia importante: in questo caso mettersi in contatto con il proprio pediatra.

PERCHE’ C’E’ FEBBRE?

Perché in questo modo l’organismo si difende meglio contro ciò che causa la malattia, di solito i microbi.
Le cause sono molte e vanno valutate di volta in volta. Nella maggior parte dei casi nei bambini sono dovute ad infezioni più o meno banali (più banali che non).

I SEGNI IMPORTANTI

A grandi linee si può dire però che alcuni segni possono essere tenuti in considerazione per intervenire con maggiore attenzione:

  La prima cosa, la più semplice, osservare il proprio figlio: come sta, che aspetto ha, se è più o meno normale, ha voglia di giocare lo stesso, di ridere ecc. Sembra banale ma sono già segni importanti da valutare. Se il bimbo appare quasi normale e "se la cava" discretamente anche con la febbre alta probabilmente la malattia non è pericolosa. Ma se è abbattuto, non reagisce, il pianto è debole o presenta dolore in qualche parte del corpo bisogna porre più attenzione.

  Sono presenti altri segni?


  La febbre tende a salire fino a 39,5-40,5 e a calare con difficoltà con gli opportuni accorgimenti?

COME SI ABBASSA LA TEMPERATURA?

Per prima cosa tenere presente quanto già detto e cioè che la febbre svolge una funzione utile: le difese si moltiplicano a ogni grado di temperatura corporea in più. Ne risulta pertanto che in situazioni di febbre medio-bassa (fino a 38-38,5° C) nella maggior parte dei casi non è impellente abbassarla.
Inoltre esiste una variabilità individuale da bambino a bambino, o nei diversi momenti della giornata (temperatura più alta di mezzo grado al pomeriggio), o a seconda dell’attività fisica o anche della tensione emotiva.

Per abbassare la febbre si usano 2 metodi:

Sotto i 38 – 38,5 di temperatura esterna può non essere necessario usare le medicine (a meno che il bimbo non soffra di convulsioni febbrili). Si può allora intervenire semplicemente alleggerendo gli abiti del bambino, eventualmente lasciandolo in mutandine e canottiera. Se ha il “body” slacciatelo cosicché il bimbo se ha caldo possa sollevarlo da solo.
Offrire da bere al bambino in abbondanza liquidi più o meno zuccherati, e tenere presente che è comunque normale e corretto che il bimbo voglia mangiare poco: preferite cibi facilmente digeribili.
Se la febbre sale si possono somministrare farmaci antipiretici e fare spugnature con acqua tiepida alle caviglie e ai polsi (non con acqua fredda che potrebbe provocare il brivido e quindi un aumento della temperatura) oppure spugnature con acqua e alcool.
La borsa del ghiaccio in testa non serve a nulla se non a dare un beneficio soggettivo di freschezza al capo che però di solito i bambini non gradiscono: non insistete se il bimbo la rifiuta.

Per quanto riguarda i farmaci antipiretici nei bambini non va somministrata aspirina in quanto può essere pericolosa.
Si usa paracetamolo, fino a 3-4 volte al giorno  e almeno dopo 5-6 ore dalla somministrazione precedente se la febbre tende a risalire. Per quanto riguarda i dosaggi sono variabili a seconda delle confezioni, ma di solito ben spiegati nel foglietto illustrativo contenuto nella scatola. In ogni caso di dubbio vale comunque sempre il principio di rivolgersi al proprio pediatra.

 © 2002-4, Dr.Stefano Gorini

Queste brevi note hanno una finalità informativa generale e
non sostituiscono in alcun modo l’atto medico del proprio pediatra


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