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14-11-2004 |
Come nasce la gelosia?
“Quando
mi regalate un fratellino?”: è una richiesta che spesso i bambini
fanno ai genitori, anche in modo molto insistente, come se chiedessero
loro un giocattolo nuovo. “Avere un bambino” tutto per sé fa parte
dei desideri infantili: come un bambolotto più straordinario di
qualsiasi giocattolo, perché è vivo, proprio come loro.
Ma non appena il fratellino nasce
scoppia la gelosia. Il bambino si trova di fronte ad una duplice, amara
delusione poiché il fratellino non appartiene a lui, ma ai genitori,
e soprattutto alla mamma che non se ne stacca mai. Non è un piccolo
amico con cui giocare come desiderava (o almeno non ancora): è un
estraneo, un intruso, un rivale che prende il suo posto fra le braccia
della mamma. Così nasce la gelosia, accompagnata dalla più
antica delle paure, l’angoscia dell’abbandono, del rifiuto, dell’esclusione,
che prende corpo nella figura di un rivale, ossia del “nuovo arrivato”.
In pratica, il bambino sente minacciato
tutto il suo mondo.
Gelosia
e aggressività
La ricerca ha dimostrato che i primogeniti
appartenenti alla fascia di età tra i due ed i cinque anni hanno
reazioni particolarmente forti alla nascita di un fratellino.
Quando la gelosia scoppia, l’aggressività
del bambino assume varie forme:
Cosa si può fare?
In gravidanza
Prima ancora che nasca il fratellino
o che si accorga lui stesso che la mamma è incinta, è meglio
informarlo di ciò che sta avvenendo, e rispondere alle sue domande
sulla nascita e sul sesso. Potrà così seguire la trasformazione
della madre nel corso della gravidanza per vederla poi ritornare come prima:
un’esperienza che da al bambino la certezza che qualsiasi cambiamento avvenga,
tutto si riassesterà.
Dopo la
nascita
Bastano piccoli accorgimenti per
dare al bambino la necessaria attenzione della mamma. E’ utile dare a lui
importanza chiedendogli qualche piccolo aiuto, scambiando piccole impressioni,
ricordando quanto è bravo ad avere fatto quella cosa “per” e “con”
la mamma. Non bisogna dimenticare l’estrema importanza che ha il padre
in tutto questo. Egli può mediare tra la mamma e il bambino, ad
esempio portandolo a “fare delle cose insieme”.
Se il bambino
diventa molto aggressivo
E’ giusto proteggere il piccolo
neonato dall’aggressività, palese o nascosta, sempre presente nella
gelosia che ogni bambino prova per il fratellino. Ma senza sgridare o punire
il “piccolo Otello” : non si farebbe che renderlo più geloso. Lo
si indurrebbe a reprimere le sue pulsioni aggressive. Mentre è importante
che possa esprimerle apertamente, sia verbalmente, sia nel gioco, piuttosto
che nel disegno, senza sentirsi in colpa. Diamogli limiti, non punizioni.
Lasciamogli dire le sue frasi terribili, e maltrattare in pace il suo orsacchiotto:
l’importante è che non maltratti il fratellino che è inerme
ed indifeso. La gelosia non è una colpa da punire, né un
difetto da correggere: anche se il bambino la manifesta in modo molto infantile,
spesso paradossale, è una ferita che brucia e lo fa soffrire, con
una intensità simile a quella di un adulto.