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4-12-2005 |
QUANDO IL BAMBINO SI AMMALA TROPPO SPESSO
Con l’arrivo della stagione invernale molti genitori si trovano ad affrontare il problema delle infezioni respiratorie che si ripetono troppo spesso nel proprio figlio:
è possibile evitare che il bambino stia sempre male?
Di cosa si tratta
Con l’arrivo della stagione invernale
molti genitori si trovano ad affrontare il problema delle infezioni respiratorie
che si ripetono troppo spesso nel proprio figlio. Il bambino sta sempre
male e la febbre si può presentare
anche ogni 2 o 3 settimane e con essa il raffreddore e la tosse.
Questa situazione è più facile ad osservarsi nei bambini
che frequentano l’ Asilo Nido o la Scuola dell’Infanzia, mentre diventa
via via meno frequente nei bambini più grandi i quali, avendo presentato
lo stesso problema negli anni precedenti, hanno ormai sviluppato un corredo
di anticorpi utile a proteggerli contro numerosi germi. La maggior parte
delle infezioni respiratorie del bambino piccolo è dovuta ai virus
e contro questi, si sa, non vi sono terapie efficaci. L’unica soluzione
è aspettare che passino da sole e questo è un bel problema
soprattutto per i genitori che lavorano e che non possono contare sull’aiuto
dei nonni.
Il bimbo che è predisposto
ad ammalarsi perchè è fragile di difese?
In famiglia ci si interroga tutti
preoccupati sul significato di tutte queste recidive, se cioè vi
possa essere un deficit di difese, ossia se si tratti di una qualche malattia
che rende il bimbo vulnerabile ad ogni virus che gli passa vicino. Nella
maggior parte dei casi si può rispondere senz’altro di no: i deficit
immunitari significativi non si presentano infatti come banali
infezioni delle alte vie respiratorie ma, ad esempio, come infezioni
più serie e non solo all’apparato respiratorio: ascessi
della cute, meningiti, infezioni nel sangue, gravi broncopolmoniti, infezioni
recidivanti da funghi ecc. Inoltre molte volte le infezioni possono essere
così importanti che ad esse è associato anche un ritardo
della crescita, mentre nel caso delle infezioni recidivanti del bambino
sano vi può sì essere scarso appetito e lieve perdita di
peso durante l’episodio febbrile, ma una volta che tutto è passato
non vi sono problemi residui specie per quanto concerne la velocità
di crescita della statura che rimane sostanzialmente sempre buona.
Escluse le forme gravi di deficit
immunitari vi è tuttavia da considerare che una lieve e transitoria
riduzione della capacità difensiva del bambino è
tutt’altro che rara, anzi praticamente rientra nella norma quando
il bambino si ammala. L’organismo impegna tutte le sue difese e
quando è ormai guarito le difese sono inevitabilmente “a terra”
ed è necessario un certo numero di giorni perché tutto ritorni
in piena efficienza. Detto questo, e andando a vedere cosa si può
fare in concreto, si rileva allora che alla fin fine, anche nel terzo millennio,
i rimedi sono quelli di sempre e che ciò che la saggezza popolare
ha sempre consigliato ha un fondamento anche scientifico! Due quindi i
consigli che mi sento di suggerire, proprio come facevano le nostre nonne.
Primo rimedio: una "buona convalescenza"
Innanzitutto, per interrompere il
circolo vizioso malattia, deficit di difese da esaurimento post infezione,
nuova malattia, aggravamento del deficit ecc. (ripeto: si tratta sempre
in questi casi di deficit lievi e transitori), si faccia fare al bimbo
una buona convalescenza affinché, una volta guarito, possa esservi
anche una ripresa in piena efficienza di tutto il sistema difensivo dell’organismo.
Ciò infatti non avviene di pari passo al raggiungimento della guarigione
dai sintomi, ma richiede qualche giorno in più. Dunque non
si abbia fretta a reintrodurre il bambino all'asilo. Quando mi
trovo ad affrontare questa situazione con i genitori in ambulatorio faccio
l’esempio di una persona che deve scalare una montagna. Il raggiungimento
della vetta da parte dello scalatore corrisponde alla guarigione per l’ammalato.
Bene, quando egli arriva finalmente alla cima prima di rimettersi in cammino
per tornare a valle deve riposare perché ha il "fiatone", è
stanco. Così è per il bambino che si è appena rimesso
dalla malattia. Ricominciare subito la discesa appena arrivati in vetta,
tornare cioè subito all’asilo appena guariti, equivale a non riprendere
le forze: lo scalatore correrà il rischio di farsi male, il bimbo
di riammalarsi dopo poco. Per evitare quindi le frequenti ricadute il più
delle volte vi è solo bisogno di rispettare i tempi naturali
di ripresa dell’organismo, piuttosto che continuare a sollecitarlo,
cosa tuttavia non certo agevole (e non è giusto che lo vivano come
una colpa) per i genitori che debbono tornare al lavoro e non hanno chi
li aiuta in casa.
Secondo rimedio: lavarsi le mani!
E' altamente efficace nel ridurre
le infezioni respiratorie in ogni condizione ed è quello che da
sempre ci siamo sentiti ripetere fin da bambini: lavarsi le mani! Insegnare
al bambino a lavarsi le mani prima dei pasti (e controllare
che effettivamente lo faccia) è utile a ridurre sensibilmente la
comparsa delle infezioni respiratorie nei bambini degli asili. Lavarsi
le mani almeno 5 volte al giorno arriva addirittura a diminuire
del 45%, secondo alcuni studi, la necessità di ricorrere al pediatra
(quasi 1 visita su 2 ma, per favore, evitando di ossessionare il bimbo
con eccessive abluzioni!). Per noi adulti vale lo stesso criterio, tenendo
poi conto che nel nostro caso una delle maggiori cause di contagio di malattie
respiratorie virali è l’abitudine di stringersi la mano come saluto.
Con l’arrivo del freddo, i virus sempre in agguato e l’influenza stagionale
alle porte, sarà utile ricordarselo senza tuttavia che anche per
noi questo diventi un’ossessione.
E le medicine?
In commercio esistono numerosi preparati
sia della medicina tradizionale che naturale. L'efficacia nel ridurre la
recidiva delle infezioni è però nella maggior parte dei casi
limitata.