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9-6-08 |
GLI ORMONI: LE DOMANDE PIU' FREQUENTI
Che cosa è la crisi genitale?
Si tratta di un fenomeno fisiologico
legato al passaggio al feto, durante la gravidanza e attraverso la placenta,
di ormoni (estrogeni) prodotti dalla madre. Nelle bambine di pochi giorni
questo passaggio può determinare la comparsa di una secrezione vaginale
di colore rossastro, mucosa, simile a una mestruazione. Si tratta di un
fenomeno transitorio che dura al massimo pochi giorni e che non deve preoccupare.
E la tumefazione delle mammelle
nei neonati?
Anche questa ha una causa ormonale:
si tratta di una tumefazione di entrambe le ghiandole mammarie che alla
nascita si presentano lievemente ingrandite, sia nella femmina sia nel
maschio. In genere questo ingrossamento, piuttosto frequente da osservarsi,
regredisce nel giro di qualche mese. Nella tradizione popolare una volta
vi era l’abitudine di spremere
le mammelle nella convinzione che questo favorisse in qualche modo
lo “sgonfiamento”, questa pratica è stata per fortuna ormai totalmente
abbandonata perché, oltre che inutile, era anche dannosa per i rischi
di infezione.
Che significato ha l’ingrossamento
del seno nella bimba più grande?
L’aumento di volume del seno è
il primo segno che compare all’inizio della pubertà nella maggior
parte delle femmine (ma per alcune bambine il primo segno è la comparsa
di peluria al pube): questo fenomeno si osserva in un’età variabile
dagli 8 ai 13 anni ed è la conseguenza di una attivazione degli
ormoni dell’ipotalamo/ipofisi che stimolano le ovaie a produrre estrogeni.
Prima di queste età la comparsa di ingrossamento del seno deve fare
sospettare la cosiddetta ”pubertà precoce” e allora bisognerà
indagarne le cause per instaurare eventualmente opportune terapie. Un’altra
causa di ingrossamento del seno è il “telarca prematuro”, fenomeno
dovuto a una breve attivazione dei sistemi ormonali sopra descritti: si
distingue dalla pubertà precoce perché è transitorio
e senza altri segni puberali; in ogni caso è compito del medico
distinguere le due forme.
Quando compare la pubertà
nel maschio?
L’età è variabile
dai 9 anni ai 13 ½ . La stimolazione dell’ipotalamo/ipofisi
agisce sui testicoli (il primo segnale è il loro aumento di volume),
che iniziano a produrre testosterone. Se nella femmina l’anomalia che si
riscontra più comunemente è l’anticipazione della pubertà,
nel maschio al contrario si osservano più spesso problemi legati
ad un ritardo di inizio della pubertà (oltre i 13 anni). La causa
più frequente è familiare e non ha quindi significato di
patologia: la pubertà compare semplicemente oltre l’età limite
ma, una volta iniziata, procede regolarmente. Il problema, più che
altro psicologico, è legato alla bassa statura: in assenza di sviluppo
non vi è il conseguente aumento di statura e questo può mettere
“in crisi” chi si trova ad avere ancora un corpo da bambino, mentre i suoi
coetanei sono tutti “più grandi”. Anche in questo caso è
compito del medico controllare che tutto proceda normalmente e, insieme
ai genitori, rassicurare il ragazzino su quanto sta avvenendo.
L’obesità è causata
da un disturbo ormonale?
Raramente l’obesità è
causata da alterazioni ormonali e in questi casi, se l’alterazione è
presente dalla nascita, si associa il più delle volte a bassa statura.
Tuttavia qualunque tipo di obesità elevata, anche quindi quella
che riconosce un’origine non ormonale, può determinare una alterazione
dei meccanismi di regolazione di alcuni ormoni, in particolare dell’insulina.
Questa alterazioni secondarie sono comunque reversibili se si riesce a
far ritornare il peso a valori “accettabili”.
Che cosa è il gozzo?
È un ingrossamento della
parte anteriore del collo, sopra lo sterno. E’ dovuto a un aumento di volume
della tiroide e colpisce prevalentemente le femmine. La causa oggi più
frequente è una infiammazione di questa ghiandola (una volta era
la carenza di jodio, minerale indispensabile per la formazione degli ormoni
tiroidei). A volte si assiste a una guarigione spontanea ma in alcuni casi
si ha un’evoluzione verso un ridotto funzionamento della ghiandola tiroide
(ipotiroidismo) con sintomi, variabili da soggetto a soggetto, che comprendono
il rallentamento della crescita, l’aumento del peso, la stanchezza, la
sonnolenza, la riduzione della resa scolastica. La diagnosi è relativamente
semplice e si avvale di esami del sangue e di un’ecografia del collo.
Che cosa è l’età
ossea?
Alla nascita molte piccole ossa
che compongono la mano non sono ancora presenti, essendo il loro posto
occupato da altrettante cartilagini che solo col tempo diventeranno ossa.
Si è visto che questa progressione dalla cartilagine all’osso avviene
con regolarità, al punto che, osservando una radiografia della mano
di un bambino, si può risalire a quanti anni ha. Ebbene, si è
notato che in situazioni particolari le cartilagini possono evolvere in
ossa troppo rapidamente o troppo lentamente, per cui l’età del bambino
(età anagrafica) può risultare maggiore o minore dell’età
delle sue ossa (età ossea). Lo studio dell’età ossea, semplice
ad eseguirsi (è sufficiente una radiografia della mano), è
quindi fonte di preziose informazioni per il pediatra in quanto la sua
normalità è già in grado di escludere con sufficiente
certezza la maggior parte delle patologie che riguardano la crescita e
il sistema endocrino.
© 2008, Dr.Stefano Gorini www.pediatriapratica.it