| home page |
segnala
questa pagina a un amico
31-10-2002 |
Per i bianchi
è una malattia
COSI' UN POLINESIANO RACCONTO' LA
NOSTRA FRETTA
Tuiavii, un capo indigeno delle
Isole Samoa, compì agli inizi del secolo un viaggio in Europa
e al ritorno nella sua isola
raccontò al suo popolo come viveva il Papalagi, l’uomo bianco.
Da questi racconti, trascritti
dal tedesco Erich Scheuermann e pubblicati in Italia da “Stampa alternativa”,
è tratto il brano dedicato
al tempo qui riportato.
Il Papalagi è sempre scontento
del tempo che ha a disposizione, e accusa il Grande Spirito di non avergliene
dato di più. Bestemmia contro Dio e la sua grande saggezza dividendo
e ridividendo ogni nuovo giorno secondo un piano preciso. Lo spezza proprio
come si farebbe con una noce di cocco... Tutte le parti hanno un nome preciso:
secondi, minuti, ore.....
Dico che questa [l’ansia
del tempo che passa] deve essere una malattia, perché, se anche
il bianco ha voglia di fare qualcosa che in cuor suo desidera, per esempio
stare al sole oppure amare la sua ragazza, guasta quasi sempre il suo piacere
fissandosi sul pensiero: “Non mi rimane tempo per essere contento”.
Ci sono Papalagi che sostengono
di non avere mai tempo. Corrono freneticamente qua e là... e ovunque
vadano fanno del male... perché hanno perso il loro tempo... La
maggior parte di loro corrono attraverso la vita come un sasso che sia
stato lanciato...
Dobbiamo liberare il povero,
il confuso Papalagi dalla follia, dobbiamo distruggergli la sua piccola
macchina del tempo rotonda [l’orologio] e annunciargli che dall’alba
al tramonto c’è molto più tempo di quanto un uomo possa avere
bisogno.