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21-2-2006 |
In
una recente indagine condotta da F. Bianchi di Castelbianco e P. Binetti
dell’ Università Campus Bio-Medico di Roma fra 1.500 alunni delle
scuole elementari pubbliche e private di Roma dal centro alla prima periferia,
sono emerse vecchie e nuove paure dei bambini, quali: la paura della notte;
la paura della Tv; la paura della scuola; la paura di essere abbandonati
perché la famiglia si sfalda; la paura di non essere all’altezza
delle aspettative dei genitori; la paura di non essere belli.
L’indagine – nata proprio dal bisogno
di capire da dove nascono alcune forme di disagio nei bambini che possono
sfociare, per esempio, nell’abbandono scolastico - rivela che molte paure
sono uguali a quelle vissute dalle vecchie generazioni (anche se scaturiscono
da situazioni diverse), altre sono esclusive dei bambini di oggi "dovute
al nuovo modello di società che si è andata rapidamente evolvendo
e che vuole che il bambino diventi presto un adulto, ma poi non gli dà
gli strumenti necessari per gestire la propria autonomia”.
Già da piccoli, i bambini
temono di non essere belli o di essere inadeguati e incapaci, di essere
abbandonati e di restare soli. Ed è proprio la solitudine,
il nodo centrale intorno al quale si sviluppano molte paure. Nel bambino
l’esperienza della paura si lega all’esperienza della relazione di aiuto
che gli adulti gli permettono di sperimentare. Il bambino sperimenta insieme
la paura e la possibilità di controllarla e da questa esperienza
impara ad elaborare strategie di fuga o di controllo a cui lega la possibilità
di recuperare il dominio della situazione. La paura non è mai soltanto
paura di qualcosa, è anche paura di essere solo davanti a
qualcosa di terribile.
"Imparare a non aver paura è
diventato condizione e metafora della possibilità di essere considerato
maturo ed autonomo e in genere, non essere più bambino significa
soprattutto aver coraggio e poter controllare la propria paura. Così
il bambino impara più a nascondere la propria paura che ad affrontarla
e risolverla. E’ la paura di essere giudicato, di essere preso in giro
che crea una sorta di capsula in cui restano latenti molte altre paure
che spuntano fuori nei momenti più impensati".
PRIMA INFANZIA 0-3 ANNI
La paura dell’abbandono
E’ una paura arcaica e antichissima,
che ha radici nella prima infanzia, ed è legata alla separazione
“temporanea” dalla figura di riferimento. La paura di essere abbandonato
aumenta l’ insicurezza del bambino soprattutto in quelle “fasi evolutive
di passaggio” che coinvolgono inevitabilmente i processi di separazione.
Infatti ogni volta che il bambino si confronta con nuovi traguardi fisici
o mentali, si sente anche più insicuro, in equilibrio
precario. Ne sono un esempio: l’ entrata all’asilo nido o alla scuola materna,
i primi viaggi dei genitori senza di lui, la nascita di un fratellino etc….
Il bambino piccolo di due, tre anni, si sente veramente abbandonato quando
i genitori non ci sono, quando ritardano l’uscita dell’asilo, quando sono
poco presenti ed ha bisogno di molte rassicurazioni, di certezze
e di coerenza comunicativa.
* Il gioco del cucù
è uno dei giochi più utili a simbolizzare i movimenti di
separazione ed a familiarizzare con essi. La mamma si nasconde e poi riappare
oppure si copre e scopre il viso e così per imitazione fa il bambino,
come un rito liberatorio, una piccola catarsi che mima il passaggio
dalla paura alla rassicurazione.
La paura degli uomini con la barba
Può insorgere attorno ad
un anno di età. Può essere dovuta ad esperienze traumatiche,
come ospedalizzazioni o interventi bruschi sul bambino nei primi mesi di
vita, oppure può essere legato ad una inconscia simbolizzazione
della barba come elemento innaturale che dà inquietudine. Colpisce
maggiormente le bambine, alcune delle quali temono anche la folta barba
di Babbo Natale. E’ una paura che tende a risolversi spontaneamente con
il tempo.
La paura del temporale
Insorge intorno all’anno di vita.
Da un punto di vista psicoanalitico potrebbe essere legata ad uno stato
di angoscia interiorizzata dal bambino, scatenata dall’elemento esterno.
Il bambino è irrequieto e irritabile, spaventato anche dai rumori
forti, come botti improvvisi, o luci abbaglianti. E’ una paura che potrebbe
peggiorare con l’età in quadri patologici più complessi.
La paura dell’acqua
Insorge precocemente, anche nei
primi mesi di vita, le cause possono riguardare esperienze traumatiche,
come pericoli associati ad esperienze in mare o in piscina (annegamento,
soffocamento), obblighi o forzature educative.
ETA’ PRESCOLARE 3-5 ANNI
La paura del buio e della notte
E’ quella che angoscia di più
i bambini, senza distinzione di età. La notte – intesa come lungo
momento di separazione – può attivare sentimenti di abbandono,
si popola di personaggi fantastici, che possono essere in qualche
modo legati ad eventi, persone del giorno che hanno spaventato o dato sensazioni
di disagio al bambino. Ma il buio che faceva paura a noi adulti o ai nostri
genitori era un buio diverso, perché difficilmente si dormiva da
soli: le famiglie erano più numerose, veniva curata di più
la fase dell’addormentamento, in alcuni casi c’erano più fratelli
e soprattutto, venivano raccontate più favole. Lasciare le luci
accese o controllare bene che non ci siano mostri sotto il letto o in ogni
angolo della stanza non è sufficiente se il genitore non condivide
emotivamente le preoccupazioni del bambino, se non lo accompagna con fiducia
nella sua notte dei sogni.
La paura del dottore
Può insorgere in qualunque
momento in età evolutiva, spesso è associata ad esperienze
traumatiche, ospedalizzazioni prolungate o improvvise, malattie, forzature
o costrizioni educative. Il timore spesso si estende a tutte le persone
che portano una divisa, soprattutto il camice bianco. In genere scompare
spontaneamente.
ETA’ SCOLARE 6-10 ANNI
La paura degli animali
Gli animali per i bambini rappresentano
gli istinti e l’ambiguità ad essi legata. E’ facile che un bambino
abbia paura di un animale domestico come di uno più feroce, nel
caso del primo, potrebbe indicare la presenza di un disagio legato ad esperienze
affettive irrisolte, problematiche relazionali, mentre nel secondo caso
riflettere impulsi aggressivi più forti, che stanno emergendo a
che non sempre il bambino riesce a controllare e manifestare.
La paura della scuola
Può insorgere anche prima
dei sei anni, come paura dell’asilo. Spesso è associata alla paura
di affrontare un nuovo ambiente, di non sentirsi veramente affidati
a quel contesto, come a difficoltà inerenti ai processi di separazione…
Quando il bambino si rifiuta di
andare a scuola o presenta tutta una gamma di specifici sintomi (somatizzazioni
quali mal di pancia, mal di testa, nausea, disturbi del sonno, ansia…)
parliamo di un vero e proprio quadro clinico. Le cause allora sono da ricercare
in ambito psicodinamico e relazionale, legate spesso a difficoltà
di separazione del bambino ma anche a modalità genitoriali che coinvolgono
altri aspetti ed altri tipi di problematiche.
PAURE E FOBIE
E’
stato ribadito come molte paure con lo sviluppo scompaiano spontaneamente.
Per quanto riguarda i genitori, è necessario non drammatizzare
ma nemmeno sottovalutarle troppo. Nulla di ciò che avviene nella
mente è casuale, anche le paure più bizzarre hanno una motivazione
nascosta che spesso sfugge. E’ importante sapere che le paure non dovrebbero
arrivare alla soglia per cui potrebbero bloccare o rallentare lo sviluppo
del bambino interferendo con le sue quotidiane attività. Tale
soglia indica il limite tra normalità e patologia. Le paure potrebbero
nevroticizzarsi ed assumere connotazioni ossessive, ansiogene, depressive,
persecutorie, fobiche. La paura potrebbe facilmente trasformarsi in
una fobia.
Esiste una importante differenza
tra paura e fobia:
- Nella paura c’è
un pericolo esterno e reale, che provoca una sensazione di ansia
profonda. In questo caso lo scopo della paura è difendere il bambino
da un pericolo reale. La paura è utile al bambino per migliorare
lo stato di vigilanza, per salvaguardare l’io e per guidare il suo percorso
di crescita. Esempio: Marco passeggiando incontra un cane grosso che abbaia,
ha paura, reagisce alla situazione allontanandosi o chiamando il papà.
Poi imparerà che se tenuto al guinzaglio, o dietro una cancellata,
il cane grosso non può fargli niente di male.
- Nella fobia, è presente
una paura marcata e persistente, eccessiva o non reale, provocata
dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazioni specifiche (per
esempio: fobia di volare, di vedere il sangue, di ricevere un’iniezione,
dell’altezza, di determinati animali). L’esposizione all’elemento fobico
provoca una risposta ansiosa immediata che può provocare attacchi
di panico. Nei bambini l’ansia può essere espressa piangendo,
con scoppi di ira, con l’irrigidimento, con l’aggrapparsi a qualcuno. Nei
bambini la capacità di riconoscere che la paura è eccessiva
o irrazionale può essere assente, a differenza che nell’adulto.
Infine la situazione fobica viene evitata (evitamento) provocando interferenze
significative nella ruotine della vita quotidiana. Esempio: I genitori
di Marco riferiscono che il bambino ha avuto una reazione “esagerata” quando
sono stati a visitare l’acquario, da quel giorno non è stato più
possibile andare in posti o luoghi simili.
COME AIUTARE I BAMBINI A VINCERE LE PAURE
Il poter distinguere tra una paura o una fobia di nostro figlio, ha grossi effetti sulla vita pratica. Infatti cambia moltissimo il tipo di inquietudine e di malessere di sui soffre il bambino, e di conseguenza deve adeguarsi il modo di affrontarla da parte del genitore.
I comportamenti da evitare:
Testi consigliati e Bibliografia
“Prova con una storia”, Anna Oliverio Ferraris, Fabbri Editore, 2005
“Le fiabe che rilassano”, G. Eberlein, Red Edizioni, 2002
“Ho paura” P. Binetti, F. Ferrazzoli,C. Flora, Edizioni scientifiche Ma.Gi.,
2002
“Bambini e paure”, E.Crotti, A.Magni, Red Edizioni, 2002
“Analisi della fobia di un bambino di cinque anni”, Freud, 1909
© 2006, Dr.Stefano
Gorini www.pediatriapratica.it