| home
page
|
segnala
questa pagina a un amico
29-10-2006 |
Quali sono le caratteristiche
delle feci nel lattante?
Il lattante che assume solo latte
(materno o artificiale) emette normalmente feci semi-liquide o cremose
di colore giallo-oro a volte tendente al verde. Il ritmo delle evacuazioni
è estremamente variabile da bambino a bambino, infatti alcuni lattanti
evacuano tutte le volte che prendono il latte, altri normalmente anche
una volta ogni 5-6 giorni.
E’ normale trovare delle macchie
rosse sul pannolino?
Nei primi giorni di vita possono
comparire delle macchie rosate dovute alla presenza di sostanze normalmente
contenute nelle urine(urati) che depositandosi sul pannolino danno
una caratteristica colorazione rosata. E’ un fenomeno transitorio e non
patologico che comunque andrà riferito al medico per seguirne l’evoluzione.
IL PANNOLINO
Quale è il momento giusto
per toglierlo?
L’età in cui un bambino è
in grado di controllare di giorno l’emissione di feci e urine è
variabile: un quarto dei bambini riesce a controllare gli sfinteri già
a 2 anni e quasi tutti (98%) possono farlo a 3 anni. Di notte il discorso
cambia: riguardo alle feci non ci sono particolari differenze rispetto
a quanto avviene di giorno, mentre per la pipì il controllo può
avvenire più tardi, attorno ai 5-6 anni.
Come procedere? Esistono delle
“dritte” per insegnare al bambino in tempi rapidi?
Bisogna procedere con dolcezza e
senza rigide imposizioni, cercando di capire in anticipo se il bimbo è
già pronto a quello che gli si chiede e mettendo in conto da qualche
settimana a qualche mese perché impari. In questo periodo possono
essere del tutto normali fasi di regressione che è controproducente
affrontare con rimproveri o peggio punizioni.
Quando togliere il pannolino
anche la notte?
È del tutto normale che i
bambini piccoli si bagnino durante la notte perché la vescica non
ha ancora raggiunto una piena maturazione, sia riguardo al volume di urina
che è in grado di contenere, sia riguardo ai meccanismi che permettono
al bambino di controllare la fuoriuscita della pipì. Ma quando ci
si accorge che la mattina il pannolino è quasi sempre asciutto vuol
dire che la maturazione è ormai per sua natura completata.
I PROBLEMI CON LA PIPI’
Cosa è l’enuresi notturna?
È un disturbo,
più che una malattia, e consiste nella perdita involontaria e completa
di urina durante il sonno in un’età (5-6 anni) in cui la maggior
parte dei bambini ha ormai acquisito il controllo degli sfinteri. È
un problema frequente che interessa il 10-15% dei bambini a 6 anni e che
tende il più delle volte a risolversi spontaneamente (incidenza
solo dello 0.5% negli adulti). Per enuresi notturna non si intende però
la saltuaria e sporadica emissione di urine durante la notte, ma il ripresentarsi
del fenomeno con una certa frequenza.
È necessario curare l’enuresi?
Prima di decidere se curare e quale
terapia sia più corretta per il bambino occorre considerare che
l’enuresi è un fenomeno che si risolve, nella quasi totalità
dei casi, spontaneamente. Gli interventi che vengono attuati sono tesi
ad accelerare la maturazione del controllo della vescica e/o a ridurre
il volume totale di liquidi che arrivano alla vescica durante la notte.
Il fine è quello di permettere al bimbo di condurre una vita normale
e di evitare che possa manifestare un disagio a livello psicologico. La
terapia può essere di 2 tipi, farmacologica o comportamentale: sta
al medico insieme alla famiglia decidere quale sia più adatta al
singolo bambino.
Il problema riguarda solo la notte
o ci possono essere problemi anche di giorno?
Spesso sono presenti sintomi urinari
anche di giorno: il bimbo aspetta l’ultimo istante per andare a fare la
pipì, bagna le mutandine, urina troppo spesso o troppo raramente,
non svuota completamente la vescica, si accovaccia e stringe le gambine
per trattenere la pipì ecc.
Cosa fare in caso di disturbi
urinari diurni?
È opportuno procedere a quella
che viene chiamata rieducazione minzionale (vedi in "Enuresi"),
una specie di ginnastica per abituare la vescica a svuotarsi nei tempi
e modi corretti. Infatti se il bimbo trattiene la pipì durante il
giorno la vescica tende a dilatarsi con la conseguenza di non funzionare
correttamente né di giorno né di notte.
I PROBLEMI CON LA POPO’
Un bambino che non evacua tutti
i giorni è stitico?
La stipsi è la emissione
difficoltosa di feci dure. Questo problema è caratterizzato quindi
non tanto dal fatto che il bimbo si liberi più o meno frequentemente,
ma dalla difficoltà di evacuare. Alcuni bimbi si liberano tutti
i giorni o anche 2-3 volte al giorno, altri una volta ogni 3-4 giorni ma
se questo avviene senza fatica e le feci sono normali non c’è stipsi.
Quali sono le cause della stipsi?
La stipsi nel bambino può
essere dovuta a cause organiche più o meno banali, a cause psicologiche
e infine funzionali, le più frequenti. In questo caso si vede che
il bambino tende "a trattenere" le feci ad esempio perché queste
sono dure a causa di una dieta povera di fibre (frutta e verdura) e vuole
evitare il dolore legato all’evacuazione, oppure perché non riesce
ad abituarsi al fatto che è stato tolto il pannolino.
Cosa fare?
Le buone abitudini alimentari si
apprendono da piccoli e pertanto è necessario abituare i bambini
precocemente a mangiare frutta e verdura. Nel nostro caso utili in particolare
prugne e kiwi, verdure verdi, legumi e cibi integrali. Bisogna poi educare
il bambino ad evacuare sempre allo stesso orario e a gambine ben aperte
e appoggiate per terra. Se questo non è sufficiente sarà
compito del medico ricorrere eventualmente ai farmaci specifici.
In caso di diarrea servono le
medicine?
In caso di disidratazione la terapia
della diarrea si basa principalmente
sulla sospensione dell’alimentazione per alcune ore (4-6 al massimo) con
contemporanea assunzione di soluzioni reidratanti, a cui segue la ripresa
della normale alimentazione. I farmaci addensanti (per rendere le feci
più compatte) o i disinfettanti intestinali non sono necessari.
Gli antibiotici servono solo in alcuni casi selezionati, mentre possono
essere utili a volte i fermenti lattici.
© 2006, Dr.Stefano Gorini www.pediatriapratica.it