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13-6-2007 |
I VIAGGI E LE VACANZE
Le domande più frequenti quando si parte per le vacanze con un bambino
Come comportarsi se al bimbo viene
la febbre proprio mentre si sta per partire
per le vacanze?
Domanda impegnativa ma che viene
fatta spesso dai genitori e quindi una risposta, anche se non semplice,
bisogna tentare di darla. Non è possibile tuttavia dare indicazioni
precise valide in ogni caso poiché le variabili da considerare sono
numerose ed è quindi prudente far visitare il bimbo dal pediatra
prima di partire. A grandi linee si può dire tuttavia che se la
malattia è banale (ad esempio un’infezione delle alte vie respiratorie),
il bambino è ormai abbastanza grande e il viaggio e la destinazione
sono “tranquilli” e se si rispettano gli opportuni accorgimenti del caso
soprattutto durante il viaggio (evitare i colpi d’aria, il caldo o il freddo
eccessivo ecc.) si può partire con ragionevole tranquillità,
poiché è probabile che il tutto si risolva in tempi brevi.
Meglio comunque in questi casi portare con sè un antibiotico
per eventuali complicazioni, da somministrarsi solo su consiglio del pediatra.
Il bambino soffre spesso di infezioni
catarrali all’orecchio-naso-gola. Meglio la montagna o il mare?
Le infezioni
respiratorie ricorrenti sono appannaggio prevalentemente del bambino
della scuola dell'infanzia e l’estate, col bel tempo e la fine dei contagi
scolastici, interrompe il ricorrere degli episodi. La scelta della vacanza
quindi può non essere vincolata al problema del bambino ma se si
vuole fare una scelta mirata si consideri che la montagna ha un effetto
di potenziamento delle difese dell’organismo, mentre i bagni al mare “lavano”
il naso e i seni paranasali favorendo quindi la rimozione del catarro per
quei bambini che soffrono di ristagno cronico.
E in caso di allergia?
In caso di asma da acari meglio
la montagna sopra i 1500 metri: qui l’acaro non riesce a vivere. Se il
bimbo è allergico ai pollini, bisogna considerare che il momento
della pollinazione in montagna si presenta di solito più tardivamente
rispetto alla pianura: ci si ricordi allora di ricominciare un’eventuale
profilassi farmacologia (antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria
ecc.).
E’ possibile controllare il calendario
delle pollinazioni zona per zona in Bollettino
polline.
In caso di dermatite atopica meglio
il mare perché il sole è un’ottima cura per l’eczema.
Come comportarsi con il sole?
La cosa migliore sarebbe di evitarlo
perché l’esposizione al sole favorisce
l’insorgenza dei tumori della pelle. Questo non è in contraddizione
con quanto appena detto per l’eczema: se si va al mare è impossibile
non prendere un po’ di sole passeggiando o giocando in riva al mare e questa
esposizione è più che sufficiente per migliorare la dermatite.
Si tenga presente che le creme solari non proteggono al 100% e quindi per
i bimbi di pochi mesi l’esposizione al sole è controindicata. Per
gli altri evitare le ore centrali del giorno (dalle 10 alle 17) ed esporli
gradualmente iniziando con tempi brevi. Mettere un cappellino in testa
(possibilmente a tesa larga) e occhiali da sole. Usare creme a fattore
di protezione medio–alto, attive sia per UVB che UVA, facendo attenzione
che la quantità applicata sia adeguata. Queste creme vanno rinnovate
all’incirca ogni 2 ore e sempre dopo il bagno in acqua o dopo abbondanti
sudate, anche se sulla confezione della crema è scritto “resistente
all’acqua". Considerare che il sole filtra anche attraverso gli indumenti
e l’ombrellone e che quindi sarebbe bene usare le creme anche all’ombra.
Cosa fare se il bimbo è
stato punto da una zecca?
Perché la zecca
possa provocare delle gravi infezioni, è necessario che resti attaccata
alla pelle almeno 36-48 ore e che sia infetta, fatto abbastanza raro. Una
volta individuata, la zecca va estratta con una pinzetta afferrandola nel
punto in cui è più attaccata al piano cutaneo. Bisogna poi
disinfettare la parte colpita, verificare lo stato di vaccinazione contro
il tetano e annotare sul calendario il giorno in cui è avvenuta
l’estrazione perché questa zona della pelle andrà controllata
per i successivi 30-40 giorni. Non iniziare in questa fase una terapia
antibiotica a scopo preventivo perché è inutile e dannosa.
È utile piuttosto saper cogliere i primi segni di malattia che consistono
nell’arrossamento della zona cutanea in cui si era attaccata la zecca.
In questo caso bisogna rivolgersi al medico il quale potrà prescrivere
le cure appropriate che consistono in antibiotici per almeno 3-4 settimane.
Se si va in montagna è
bene non superare una certa altitudine?
Non ci sono problemi, neanche per
i bambini più piccoli. Al massimo ci si può aspettare un
po’ di irrequietezza che però passa in pochi giorni.
Cosa si può fare se il
bimbo soffre di mal d’auto?
E’ bene evitare latte e altri alimenti
liquidi prima di partire. Per colazione meglio quindi biscotti secchi o
un panino e durante il viaggio, anche se sono di solito proibiti, pop corn
e patatine: piacciono moltissimo ai bambini che, occupati a sgranocchiare,
non hanno tempo per "pensare di vomitare"! Per i più grandi si può
ricorrere anche ai farmaci specifici per le cinetosi, che sono invece controindicati
per i più piccini.
© 2007, Dr.Stefano Gorini www.pediatriapratica.it